13 agosto
Questa mattina ci alziamo lentamente sotto il rumore della pioggia battente sul tetto della palestra. Fuori è buio, ma questa volta a causa delle nubi e non dell’orario.
Siamo molto silenziosi ed iniziamo a percorrere i nostri ultimi 15 km ognuno per conto proprio, a qualche metro di distanza gli uni dagli altri.
La pioggia non smette di scendere. Non sono felice, non sono triste.
Ho difficoltà a capire le mie emozioni.
Lo zaino è molto pesante oggi, io lo sento così. Ci sono dentro trenta giorni di strada, di volti, colori, di sorrisi e pianti. Ci sono dentro le persone che ho incontrato e tutti voi.
I piedi fanno male, così come i tendini, ma ormai nessuno ci bada più, è una condizione normale.
Cammino in silenzio.
Ieri ho regalato le mie bacchette da trekking ad un ragazzo italiano che non riusciva ad andare avanti e sono stata felice. Così come hanno aiutato me nel bisogno, io ho aiutato lui.
Il primo cedimento mi viene davanti a questa pietra:
Non riuscivo a trattenere le lacrime. E così sarà per tutto il giorno.
Penso:”Sono arrivata. Ce l’ho fatta e non ci posso credere…” Mi sento come una formichina in questo mondo e non capisco come io, proprio io, possa aver fatto questi passi da gigante.
Piano piano arrivano tutti lì e il tempo passa ma nessuno dice niente se non “non ci posso credere”.
Ecco gli ultimi chilometri, ecco la periferia, poi la porta del Pellegrino, ecco la porta del cammino e poi la piazza della cattedrale.
Eccomi, ci sono.
Io non so dire a parole cosa ho provato, non so neanche quanto tempo sono stata lì a piangere.
Io non ci posso credere…
Dopo tutti questi giorni,
dopo aver tanto sognato questo momento,
dopo essermi chiesta tutti i miei perché,
dopo aver ascoltato me stessa,
dopo essermi persa e ritrovata…
…adesso sono arrivata
adesso posso togliermi lo zaino,
adesso finalmente posso riposare.
Tutte le altre cose fatte dopo, il ritiro della credenziale, la messa del Pellegrino in cattedrale in cui hanno dato il benvenuto anche ad “una peregrina italiana da Pamplona…”, la splendida cerimonia con il botafumeiro, gli abbracci con tante persone che ho ritrovato lì… tutto il resto non conta più. Conta solo che non sono io che ho fatto il Cammino, ma lui che ha fatto me.

