TAPPA 17 – Hospital-Astorga

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Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare.

Questo è il buongiorno che una persona speciale mi ha regalato stamani. Forse un consiglio o un incitamento.
Oggi starò in ascolto.
Parto presto e nel cielo c’è una splendida luna ed il chiarore che piano piano mi permette di vedere la strada.
Tutto è silenzio.

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Percorro i primi chilometri ascoltando me stessa ed il rumore dei passi sul selciato.
Questa è l’ultima tappa in pianura. Ci stiamo avvicinando ai monti e alle colline della Galizia.
Finalmente le mulattiere divengono stradine sterrate e queste poi sentieri.
Ritrovo il suono piacevole dei miei scarponi che calpestano i piccoli sassi. Sembra un pestello che schiaccia del sale grosso. Ogni passo è musica.
Ascolto me stessa, ascolto le rondini e ce ne sono moltissime.
Mi fermo ed ascolto la signora del bar. Mi racconta che non ci sono molti pellegrini quest’anno, mi racconta di quando lei ha fatto il cammino e mi chiede che ci faccio qui da sola.
La fatidica domanda che sarebbe meglio evitare perché la risposta è troppo difficile da dare.
Rispondo in uno spagnolo faticoso (grazie Francesco per avermi spronato a studiarlo) rispondo che sono in ricerca.
Cerco risposte, cerco la mia strada, cerco di dimenticare, cerco la gioia, cerco il perdono…
Lei mi dice che qualsiasi sia la nostra storia il Cammino ci cambia dentro: non siamo noi a fare il cammino, ma lui che fa noi.

Oggi molti italiani sono su questa tappa e così parlo con una coppia di Bergamo. Si capisce che sono partiti solo da due giorni da Leon perché sono riposati, freschi e con le scarpe pulite!
Noi pellegrini di lunga distanza invece ci riconosciamo subito: viso stravolto, capelli scompigliati, scarponi polverosi ma soprattutto una abbronzatura a righe davvero ridicola! Il sole delle mesetas e le varie ginocchiere o fasciature rendono le gambe inguardabili! 🙂
Ascolto un uomo con la chitarra che si è messo in cima ad una  collina e ad ogni persona che passa canta: “Peregrina peregrina….che va a Santiago…caccia la moneda…peregrinaaa” 🙂

Giungo molto velocemente ad Astorga. Oggi ho voluto fare una tappa più tranquilla perché da domani iniziamo a salire. Mentre sono a sistemarmi ritrovo ancora i ragazzi di Bergamo e così decidiamo di cenare assieme: tagliatelle, panna, prosciutto e piselli. Io non cucino ma poi mi tocca lavare i piatti!

E in questo momento a letto penso a voi, a dove sono adesso e a come posso aver fatto io, proprio io, ad arrivare fino a qua.

2 thoughts on “TAPPA 17 – Hospital-Astorga

  1. Ciao Debora. ..il tuo diario è diventato un appuntamento fisso. ….grazie. ….mi diverto, mi preoccupo(del ginocchio)….imparo…. e aspetto i prossimi episodi….continua così. ….un grande abbraccio

  2. Anche per me leggere è un appuntamento quotidiano.
    Ti ammiro e ti aiguro di trovare la strada che cerchi.
    Un abbraccione!!!

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