L’arietta fresca di Viana delle 5 del mattino invoglia tanto, ma tanto a restare a letto….ma niente da fare, devo partire alla svelta perché questa sarà una tappa dura. Raggiungo Logroño dopo 9 km di solitudine pura e con il giorno che via via sorge. Bel percorso silenzioso e meditabondo.
Logroño è una grande città, fine e inizio tappa di quasi tutte le guide del Cammino, quindi quando ci arrivo io, verso le 8,30 del mattino, i pellegrini son tutti partiti e gli spagnoli iniziano a svegliarsi: mi concedo una colazione al bar, in una bella piazza del centro storico, con cappuccino e brioche (deliziosa) tipo turista! Quando ci vuole ci vuole!
Dalla città si esce attraversando un bellissimo e curatissimo parco, molto esteso. Non è sempre facile trovare i segnali del cammino. Sembra di giocare alla caccia al tesoro, bisogna guardare in terra, tra le piastrelle della pavimentazione, sui muri, sui cartelli…ma se non trovi niente non hai mai bisogno di chiedere perché c’è sempre chi ti indica la via e ti sorride.
Il sorriso ecco è il segno del Cammino: quello che ricevi e quello che impari ad avere sempre pronto per gli altri.
Questa cosa mi commuove. Quando le persone comuni mi augurano “buon camino” io ringrazio, sorrido e poi mi scappa una lacrimuccia….son fatta così!
Il dolore al ginocchio va decisamente ed inspiegabilmente meglio e finalmente godo del mio procedere.
Attraverso un parco naturale e mi siedo a riposare davanti ad un bel lago quando…arrivano e mi raggiungono due ragazzi milanesi giovani giovani (già incontrati alcuni giorni fa): Sussi e Biribissi.
Uno è alto, magro e con i rasta biondi, l’altro è basso, più robusto e con i rasta neri.
Gli chiedo come va, dato che loro dormono fuori, parliamo un po’ e mi chiedono del ginocchio. Poi mi dicono :” Oh, ma te fumi?” Rispondo che mi dispiace, ma non posso offrirgli una sigaretta perché no, non fumo. Allora Biribissi mi dice:” Ah, peccato sennò ti davo roba buona e non sentivi più dolore. Io non sento più niente! Oh, si intende, è a scopo terapeutico! ” 🙂
Vi assicuro che è stato buffissimo e per un secondo (giusto uno) ho cantato tra me e me, in puro stile jamaicano “No woman no Try, no woman no Try…”
Ripartiamo insieme, ma loro, sarà per l’età o per il combustibile usato che volevano regalarmi, vanno come dei treni così sono di nuovo sola.
Verso le 11.30 arrivo a Navarrete (la mia meta) ma è troppo presto per fermarsi e poi il ginocchio fa male ma non di brutto come ieri e allora decido di proseguire.
Ecco! Mi aspettano però 7 km tutti al sole e senza acqua su un sentiero che prima attraversa dei vigneti e poi costeggia l’autostrada. Arrivo a Ventoso cotta come uno Xiao Mai e super sudata (cosa rarissima per me).
Trovo l’albergue dalla porta chiusa ed arroventata, busso e…mi apre una signora sorridente che mi accoglie nel suo paradiso.
Mi fa sedere, mi fa togliere gli scarponi e mi offre un bicchiere di acqua freschissima dal lieve sapore di menta. L’albergue è stile zen, profumato di spezie, freschissimo e pulito, i letti sono confortevoli ed i bagni, oh i bagni adorati e sognati, lindi e spaziosi. Che abbia fumato senza accorgermene e adesso abbia le allucinazioni? 🙂
Il posto è davvero un sogno per un pellegrino!
Il rituale del pomeriggio ve lo risparmio perché faccio sempre le stesse cose. Vi dico solo che ho ribeccato sei delle otto compagne di due giorni fa 🙂
Facevano tanto le Rambo ma guarda un po’ dove sono rimaste? Ed io col mio ginocchio le ho riprese! (Scusate la botta di orgoglio!)
Oggi ho percorso 30km.
E dall’inizio del mio Cammino sono….116,5 !!! Mica male per una pinguina come me!

4 thoughts on “TAPPA 5 – Viana-Ventoso”
Grande Debora….bella l’idea di questo diario …..mi diverto a leggerlo….(tranne il ginocchio)…. ciao…
Viva tantissimo…..continua così 😉
Carissima Debora, sto seguendo con commozione, giorno dopo giorno, il tuo cammino e le vicende belle e meno belle che lo accompagnano. Mi spiace veramente per il tuo ginocchio. Non ci voleva questo inconveniente! Non converrebbe regalarsi una pausa di un giorno o due, a scopo terapeutico, per dare un po’ di riposo all’arto infiammato? Non so se questo suggerimento sia giusto, oppure faccia perdere il ritmo del cammino. Comunque, sappi che io personalmente “faccio il tifo” per te e continuerò a seguire le tue cronache con affetto e partecipazione. Un carissimo saluto!
Ciao dolcissima e grande donna e sorella!
Ho pianto senza accorgermi di farlo durante la lettura del tuo diario. Emozioni , emozioni e anche un po di preoccupazione, peraltro inutile, perché sei in gamba anche con un ginocchio malandato.complimenti sei mitica!! Grazie e buon cammino
Sei forte collega!!!