Dopo una cena tra otto donne, ognuna parlante una lingua diversa, e dopo aver passato mezz’ora a spiegare in inglese ad una belga perché la pizza che ha ordinato assomiglia ad una tavoletta di argilla e non merita quel nome, andiamo a letto presto come sempre: domani sveglia alle 5.
Già dopo i primi due o tre chilometri sento che non ci siamo con il ginocchio così mi congedo dalle mie compagne di merende e procedo lenta lenta in solitaria.
Però è dura… è insopportabile non poter pensare al cammino perché intenta a sentire solo dolore.
Per fortuna dopo un pochito si avvicina Pierluigi (non mi ricordo se è proprio questo il suo nome), un pellegrino di Roma grassoccio e chiacchierone, che mi fa ridere un po’. Si parla di Renzi e del Cammino, ma poi….noto che dai suoi sandali spuntano delle alette bianche. Ora, una donna al primo sguardo sa esattamente cosa sono quelle alette, ma non ci posso credere così gli chiedo spiegazioni. Ebbene sì, le alette sono attaccate a degli assorbenti che lui usa come solette perché dice che sono morbidi!!!! 🙂
Non avete idea della gente stramba che c’è qui.
Saluto mister Lines Lady e arranco per una discesa (io odio le disceseeee) quando trovo Jean, altro francese settantenne che assomiglia tanto al mio babbo sia nell’aspetto che nei modi di fare: mi stava aspettando per offrirmi un olio di un’erba che non ho idea cosa sia. Me ne spalma un bel po’ sul ginocchio e mi dice che gli è stato regalato da un altro pellegrino a Roncisvalle. Poi mi saluta e riparte più arzillo di prima. Allora, non so di che erba si tratti….ma per due ore non ho più avuto dolore ( a parte nelle discese)!
Grazie Jean e…grazie babbo perché lì c’eri tu. Insomma arrivo a Viana alle 12 ma non me la sento di proseguire altri 9 km sotto il sole fino a Logroño, così entro per prima nell’albergue municipal, conquisto letto, doccia e cucina.
Dopo il dovuto riposino, visito il paese che è proprio carino e tutto addobbato a festa e mi ritrovo sola.
Aver accorciato la tappa (oggi solo 19 km) ha significato non ritrovare più le mie compagne la sera. Da una parte mi dispiace perché erano un punto fermo in tutto questo andare, ma dall’altra credo che un po’ di silenzio mi serva. E poi posso sempre parlare con le coreane del secondo giorno che ho ritrovato qui.
Prima vescica…..cucita a modino!
Dolore? Presente! Ok allora possiamo andare a cena.
Un bacio a tutti 🙂
One thought on “TAPPA 4 – Los Arcos-Viana”
Ciao Debora